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TEATRO COMUNALE DI ALESSANDRIA: TRE ANNI SENZA VITA TEATRALE E CULTURALE, UN TRISTE ANNIVERSARIO

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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Settembre 2013 20:47 Scritto da mnb Domenica 29 Settembre 2013 20:41

Sono già trascorsi tre anni dalla chiusura del Teatro Comunale di Alessandria, un teatro importante, vero e proprio fiore all'occhiello della città, nonché secondo palcoscenico di tutto il Piemonte, dopo Torino, per grandezza e funzionalità.

Era infatti il 2 ottobre 2010 quando venne decretata la sua chiusura, nel pieno della manifestazione RING! Festival della Critica Cinematografica e della Premiazione del Concorso Internazionale di Chitarra Classica Michele Pittaluga, a causa di una dispersione di fibre di amianto all’interno delle sale, fuoriuscite dai lavori in corso nella centrale termica. Da quel momento la nostra città è priva di un luogo fondamentale e strategico per la cultura e l'intrattenimento, mentre per i dipendenti è iniziato un triste calvario. Esposti alle fibre di amianto, in quanto hanno vissuto e respirato per giorni in ambienti contaminati, hanno inizialmente portato avanti le attività presso i camerini con computer e attrezzature personali. I primi a "cadere" nei mesi successivi sono stati i lavoratori a tempo determinato: nonostante la funzionalità del loro lavoro, sono stati lasciati a casa. Lo stillicidio è continuato con la presunzione da parte della Giunta Fabbio e dell'allora Consiglio di Amministrazione presieduto da Elvira Mancuso di ostentare abbondanza, programmando stagioni in Cittadella e produzioni onerose, che hanno portato le già difficili finanze del Teatro al collasso. Durante i lavori di (ri)bonifica, eseguiti dalla stessa ditta che aveva provocato il danno, è andato perduto il fondo librario Adelio Ferrero, fino ad allora custodito in Teatro in vista di una possibile e fruibile biblioteca teatrale, e frettolosamente gettato in discarica, nonostante la Sovrintendanza per i Beni Artistici del Piemonte abbia dichiarato che i libri contaminati da amianto sono bonificabili. Dall'aprile 2012 si è dato il via alla cassa integrazione in deroga, inizialmente per alcuni dipendenti, in seguito per tutti, nell'attesa di conoscere le sorti del Teatro.

In questi tre anni come Comitato Ridatecilteatro abbiamo cercato di mantenere alta l'attenzione di tutta la cittadinanza, della politica e delle istituzioni su questo tema delicato, chiedendo a gran voce chiarezza e trasparenza sulle responsabilità che hanno portato alla chiusura del Teatro, sulla bonifica, sulla possibile riapertura e sul futuro dei lavoratori. Con grande rammarico e delusione constatiamo che le nostre domande (e quelle dei dipendenti), poste in questi tre anni a ben due amministrazioni comunali di diverso colore politico, sono in gran parte rimaste inevase.

Ancora una volta ci chiediamo perché la Fondazione TRA, nello specifico il Comune di Alessandria in quanto proprietario dell'edificio-Teatro, non abbia intentato un'azione legale di richiesta danni nei confronti della ditta Switch 1988; quali sono state (sempre che ci siano state) le azioni legali ed amministrative che gli amministratori pubblici hanno intrapreso nei confronti del precedente consiglio di amministrazione.

Ad oggi sembra che la bonifica del Teatro sia in parte ripresa, anche grazie al prezioso supporto di alcuni dipendenti qualificati della Fondazione TRA che lavorano al suo interno, insieme alla ditta preposta, ma le nostre preoccupazioni persistono: cosa succederà ai lavoratori ora che la liquidazione della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino è stata avviata e si paventa anche la fine della cassa integrazione?

Perchè i controlli sanitari richiesti su alcuni dipendenti esposti all'amianto non sono stati ancora effettuati? Possibile che non si riescano a trovare i fondi per qualche radiografia?

E ancora: perché non è stata trovata una "soluzione ponte" per 15 dipendenti qualificati che permetta di traghettarli fino alla riapertura del Teatro? Si preferisce forse gettare al vento l'esperienza, in alcuni casi trentennale, maturata in questo settore e privare la città di risorse in grado di ricostruire il già danneggiato tessuto culturale, sociale e teatrale della città?

Perché il Comune di Alessandria non si adopera nel pretendere che anche Regione Piemonte e Comune di Valenza, in quanto parti costitutive ed effettive del TRA, si occupino del problema della ricollocazione dei lavoratori?

Perchè non usare queste professionalità per dare nuova vita ad eventi, manifestazioni, turismo, biblioteca (tutti settori in cui i dipendenti possono operare), senza contare che tra di loro c'è anche un non vedente che avrebbe il diritto al ricollocamento in quanto appartenente a categoria protetta?

E una volta riaperte le sale Zandrino e Ferrero del Teatro, così come letto su alcune testate, chi si occuperà della loro gestione? Rimarranno ancora chiuse perchè nessuno vuole affrontare il peso di tale fardello oppure, come abbiamo appreso da fonti vicine alla Giunta, verranno affidate ad un privato? Onestamente questa seconda ipotesi non ci convince affatto. Temiamo infatti che un privato non lavorerà nel pieno interesse del Teatro Comunale ma sfrutterà le sale Zandrino e Ferrero per destinarle a pellicole meno appetibili e interessanti, avvantaggiando così sale di sua proprietà. Inoltre vogliamo sapere quale accordo commerciale verrebbe siglato con questo privato e a quali condizioni? Ma soprattutto riteniamo grave e ingiusto che il Comune deleghi ad un privato la gestione e la programmazione delle proprie sale cinematografiche, che costituiscono un bene comune, quando esiste già un personale qualificato disponibile e pronto ad occuparsene.

Infine chi si accollerà i costi relativi alla conclusione della bonifica della Sala Grande e alla sua ricostruzione? Ricordiamo infatti che anche qualora la bonifica giungesse a termine, bisognerebbe acquistare nuove poltrone, tendaggi, strumentazioni e soprattutto creare un nuovo impianto di riscaldamento. Riteniamo che questi costi non debbano ricadere sui cittadini, già duramente colpiti dalla crisi economica, ma su coloro che hanno provocato il danno.

Chiediamo riposte concrete, non l'ennesima indicazione aleatoria e infondata di una possibile, ipotetica quanto improbabile data di riapertura. Francamente dopo tre anni siamo stanchi di essere presi in giro con continui annunci vuoti, sparati a casaccio dal Sindaco o dall'Assessore di turno.

Comitato Ridatecilteatro


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Comunicato stampa

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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Marzo 2013 17:21 Scritto da mnb Giovedì 14 Marzo 2013 17:15

Ritorniamo a chiedere conto sulle operazioni di pulizia/bonifica delle aree del Teatro Comunale di Alessandria contaminato da fibre di amianto.

Il Comitato Ridatecilteatro si è espresso più volte in questi due anni e mezzo e ha cercato con le sue limitate forze,con i suoi strumenti informativi e con le sue azioni concrete di dare la sua disponibilità operativa a sostegno del TRA affinché non capitasse quello che, temiamo, stia capitando. E per questo vogliamo ancora una volta chiedere alla Giunta attualmente in carica la cronologia delle azioni intraprese e quelle ancora da intraprendere al fine di rendere puliti e bonificati i locali del teatro prima che la struttura dell’edificio si deteriori ulteriormente per il passare del tempo e per la mancata e adeguata manutenzione.

Noi non eravamo d’accordo con la passata giunta Fabbio nel dare alla stessa ditta che ha prodotto l’inquinamento da amianto, l’incarico della pulizia/bonifica e siamo rimasti non d’accordo con l’attuale Giunta rispetto al mantenimento della stessa linea; ci pareva, infatti, utile ed importante operare in un segno di discontinuità reale circa la attribuzione delle responsabilità e alle azioni da intraprendere anche in campo civilistico. Così ci eravamo espressi e continuiamo a farlo! Detto questo, vorremmo anche sapere se il tanto citato (dalla passata amministrazione e dall’attuale) tavolo tecnico esiste, funziona, lavora, propone, verifica…oppure se è il solito modo di dire e di fare per non operare. Infatti facendo riferimento alla deliberazione della Giunta Comunale n. 334/2010N- 732 del 19/12/2011 (Era Fabbio) entro 100 giorni lavorativi dalla data di approvazione del piano di lavoro da parte dell’ASL AL bisognava completare l’intervento.

Inoltre da documentazione 3i engineering s.r.l. distribuita in conferenza stampa del 29/09/2011 avendo come oggetto specifico “la bonifica del Teatro Regionale Alessandrino” si riporta: “ La ditta incaricata ( Switch) dalla Direzione del Teatro, effettuerà le operazioni di bonifica complessivamente entro gennaio 2012, sotto la costante verifica della Direzione lavori affidata a 3i engineering di Alessandria…” Questi chiari ritardi a cosa e chi vanno imputati? Alla mancanza di fondi causa il dissesto? Certamente siamo anche noi in grado di dirlo perché ci arriviamo sia in modo induttivo che in modo deduttivo, ma riteniamo che anche su questo punto vadano fatte dichiarazioni precise es.:”non abbiamo soldi per pagare le analisi” oppure “non si ritiene di procedere spediti perché a bonifica ultimata non sappiamo cosa fare”. Naturalmente questo linguaggio semplice e diretto si addice al popolo e non ad una Pubblica Amministrazione, ma per favore non rispondeteci che il ragionamento è più articolato, perché forse qualcosa dipende anche dal fatto che la possibile operatività è certamente basata sul danaro, ma anche dall’approccio metodologico e dalla capacità tecnica degli apparati, oltre che dalle scelte politiche.

A proposito di queste ultime anche la superficialità dimostrata nei confronti del comune di Valenza circa la sua decisione di “abbandonare la nave” dopo la conferenza stampa che illustrava la stagione teatrale 2013, ci è parsa sorprendente per l’assenza di una posizione della maggioranza del Comune di Alessandria! Ancora una volta chiediamo alla Giunta in carica di fare chiarezza sulla situazione attuale: il TRA è in liquidazione? Al Comune di Valenza si permette una “fuga” così serena e semplice? A che punto è la bonifica? Quali sono i tempi per completarla? Chi sono i responsabili del controllo delle attività sia in termini di tempo sia in termini di qualità? Le parole trasparenza ed informazione sono ormai così abusate e “violentate” da quasi non avere più il loro originale significato, per questo noi chiediamo RISPOSTE a domande fatte in modo esplicito e forse un po’ brutale. La Giunta in carico dovrebbe tentare di dotarsi finalmente di un programma amministrativo ed organizzarsi per competenze assessorili chiare, che contemplino anche operatività e responsabilità.

Comitato Ridatecilteatro


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APPELLO AI CONSIGLIERI REGIONALI

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Ultimo aggiornamento Martedì 25 Settembre 2012 19:59 Scritto da Manlio Barolo Martedì 25 Settembre 2012 19:49

Tutto quello che avevamo prospettato si è avverato ed Alessandria, oggi, rischia di perdere il suo teatro definitivamente. Infatti se non fosse stato affidato l'incarico alla Switch1988 con le modalità note ( urgenza, assenza del numero legale del c.d.a e mancata fideiussione della ditta?) il teatro sarebbe stato e sarebbe ancora aperto e funzionante pur nella tempesta gestionale-economica-finanziaria prodotta dalle scellerate scelte della passata amministrazione che coinvolge il Comune e le sue partecipate. Ora il TRA è nella situazione di poter 'sparire' non solo perché la sua sede è chiusa, causa l'inquinamento da amianto, ma perché le risorse economiche sono fortemente compromesse e la sua attuale inattività sta producendo danni a diversi livelli:

- i lavoratori restanti ( perché i dipendenti della cooperativa di servizio sono stati lasciati, da subito, a casa ) sono da mesi in cassa integrazione

- il pubblico non ha più teatro e spettacoli e anche la stagione estiva è mancata

- l'attività culturale del capoluogo è fortemente penalizzata

- sarebbe una 'bella sconfitta' se la città capoluogo della Provincia (attuale o futura) mancasse di un teatro.

Pertanto, questo comitato, rivolge una precisa richiesta a Voi, consiglieri regionali di Alessandria affinchè vi impegnate, relativamente al vostro ruolo istituzionale di governo e di opposizione, a far si che il Teatro di Alessandria, secondo in Piemonte, non chiuda. Vi chiediamo un vostro preciso intervento nei confronti di Regione Piemonte perchè onori da subito i finanziamenti dovuti e si impegni a contribuire nel futuro con propri fondi impegnandosi a sostenere questa realtà teatrale. Come cittadine e cittadini di Alessandria vi chiediamo il vostro impegno perché il TRA possa continuare il suo mandato istituzionale di promotore di cultura nonostante le durezze economiche a cui Alessandria e i suoi cittadini sono condannati.

Il comitato Ridatecilteatro


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Comunicato stampa 22 dicembre 2011

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Scritto da mnb Giovedì 22 Dicembre 2011 21:34

Il Comitato Ridatecilteatro si esprime, ancora una volta, tramite un comunicato per rendere pubblica la propria posizione/opinione sulla nota “questione teatro di Alessandria”

1) Prendiamo atto che l’amministrazione comunale ed il consiglio di amministrazione del TRA hanno dichiarato che in 100 giorni si bonificherà l’intera struttura, che si riaprirà il teatro e le attività riprenderanno nella loro sede naturale, che l’edificio verrà rimodernato e reso più efficiente anche per il rinnovato sistema di riscaldamento e climatizzazione.
In virtù di queste precise affermazioni il Comitato Ridatecilteatro non interverrà sulla vicenda per i prossimi 100 giorni, in attesa (trepidante) della riapertura e delle soluzioni prospettate.
Detto ciò vogliamo, però, precisare ancora una volta che siamo nettamente in disaccordo sulle soluzioni adottate dalle due amministrazioni per quanto riguarda l’affidamento dei lavori di pulizia/bonifica alla ditta Switch 1988 e non ci convincono le cifre dichiarate.
Come riteniamo non del tutto congruo e poco rispettoso delle norme amministrative, l’affidamento all’Amag e alla ditta Restiani del contratto per la risoluzione dell’impianto di climatizzazione e riscaldamento il cui costo di 600 mila euro sarebbe a carico dell’Amag (?) e comporterebbe (automaticamente?) l’allungamento del contratto di gestione calore di altri 5/6 anni.
In più non ci stanchiamo di sottolineare che c’è stato un serio danno a uno stabile pubblico e alle attività tradizionalmente svolte in esso, per responsabilità precise di un’azienda privata a cui era stato affidato un incarico di manutenzione straordinaria senza la ovvia richiesta fideiussoria e in una situazione di palese violazione dello Statuto dell’ente stesso e delle norme della Pubblica Amministrazione.

2) Prendiamo atto della sentenza di non luogo a procedere per Elvira Mancuso, Lorenzo Repetto, Carlo Cazzulo e Paola Bonzano e non ci sentiamo, francamente, di recitare la frase di rito “rispettiamo le decisioni della Magistratura”, ci limitiamo a prenderne atto!
La teoria che la decisione di un c.d.a. in convocazione non straordinaria e senza il numero legale, possa deliberare per motivi di urgenza non ci pare (ma è un’opinione!) si attanagli alla realtà dell’accaduto, come più volte scritto e testimoniato non soltanto dallo scrivente Comitato.
Vogliamo ricordare ai cittadini di Alessandria che il comma 8.6 dell’art. 8 dello Statuto della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino recita: “Per la validità delle sedute occorre la presenza della maggioranza assoluta dei suoi componenti”.

3) In tutto questo tourbillon di cifre che pare siano a carico di tutti e di nessuno, vogliamo ricordare che 6 lavoratori e il personale di cooperativa hanno perso il posto di lavoro: forse sono danni collaterali a questa “splendida occasione per rilanciare il teatro” come soavemente potrebbe dire l’arguto Assessore alla Cultura del Comune di Alessandria.
Infatti la Presidente del TRA orgogliosamente ha dichiarato che si tratta di “un lavoro pari a 1 milione e mezzo”. E questo, forse, può essere definito il costo dell’intera operazione. A carico di chi saranno queste spese? Di chi ha provocato il danno o della comunità?

4) Vogliamo anche stigmatizzare che questa situazione avrebbe dovuto e potuto trovare una approfondita valutazione di carattere amministrativo, economico e politico nelle sedi istituzionali preposte se le forze politiche di minoranza in un’azione comune, al di là dell’impegno di singoli consiglieri, attraverso le loro rappresentanze consiliari, fossero state in grado di analizzare il problema con tutti i suoi lati oscuri e avessero, quindi, espresso una chiara e netta posizione. Una mancanza stravagante e non facilmente interpretabile.
Chiudiamo questo comunicato ribadendo il nostro prossimo silenzio d’attesa per 100 giorni.
Vogliamo, però, in questo spazio esprimere la nostra più sentita e rispettosa solidarietà ai cittadini di Casale Monferrato nella loro battaglia per la tragedia colpevole dell’amianto Eternit che ha prodotto la morte di tante e tante persone. La tragedia di Casale non è certo paragonabile alla vicenda alessandrina e un paragone simile sarebbe oltraggioso, però proprio per questo sentiamo il dovere civico e morale di ricordare che la RESPONSABILITÀ nei confronti della collettività non può mai essere derogata in nome del potere e del profitto.

Comitato Ridatecilteatro


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Comunicato stampa 22 giugno 2011

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Scritto da mnb Mercoledì 22 Giugno 2011 18:23

I risultati delle amministrative hanno segnato una svolta, il 57% di affluenza e il 93% dei SI ai quesiti referendari la definiscono.

Ha vinto un Paese stufo ma non rassegnato, trainato da quesiti che riguardavano cose molto concrete e di grande valenza per il bene comune.

I movimenti e i vari comitati sono riusciti ad aprire un dibattito serio nel Paese e a porre al centro della riflessione e dell’azione un linguaggio “nuovo”, quello dei Beni Comuni.

Questo voto popolare vuole segnalare un’inversione di rotta rispetto ad un modello di sviluppo fondato sull’ideologia della privatizzazione e sul rapporto tra interesse pubblico e interesse privato sempre più a favore di quest’ultimo.

Il Comitato Ridatecilteatro ha posto da subito, dalla sua costituzione, questo concetto: il teatro di Alessandria è un bene comune e per questo ha sollecitato la mobilitazione popolare a sua difesa, per la sua riapertura, perché si stabiliscano chiaramente le responsabilità di questo grave danno alla città e alle sue espressioni culturali.

Abbiamo con forza posto anche il tema dei tagli economici spiegando come la cultura non solo non sia un lusso, ma sia crescita per un popolo e per una comunità locale, soprattutto in quanto espressione di libertà quando è libera dai condizionamenti, anche da quelli economici.

L’occupazione attuale dello storico teatro Valle di Roma, inaugurato il 7 gennaio 1727, è un’altra testimonianza tangibile della voglia di contrastare con piena coscienza ai reiterati insulti di inutilità ed onerosità ai beni comuni che questa classe dirigente continua a ripeterci da anni, privando questo Paese del suo futuro.

È ora di dire forte e chiaro che le istituzioni che fanno prevalere logiche di mero profitto (per chi poi?), scambi di poltrone, ingerenze partitiche e clientelari stanno perdendo ogni credibilità.

La vicenda del teatro di Alessandria si colloca in questa logica perversa: si sostiene che tutto va bene, anzi mai così tanto bene da aprire la stagione prossima con “ Happy Days”!

A questa città non è stato detto cosa ha prodotto il famoso tavolo tecnico presieduto dalla Presidente del TRA, Prof.ssa Elvira Mancuso, se la bonifica è possibile e sostenibile economicamente, quali azioni sono state intraprese nei confronti di chi ha provocato questo grave danno, se questo grave danno è dovuto ad imperizia od incuria, quali sono state e quali sono le azioni legali ed amministrative che gli amministratori pubblici hanno intrapreso fin’ora, come e dove si svilupperà la prossima attività del TRA perché dalle dichiarazioni fin’ora pubblicate sugli organi di stampa non è chiaro quale strada s’intenda intraprendere, chi, quando e dove si organizzerà l’attività teatrale per le scuole, insomma, per sintetizzare, qual è il progetto? E se c’è un progetto che non sia una ripetizione stanca o un’improvvisazione paesana.

Apprendiamo, mentre scriviamo, la dichiarazione dell’assessore Vandone in risposta alla richiesta di chiarimento della minoranza relativa all’eliminazione della voce teatro nel piano triennale di programmazione delle opere pubbliche: la bonifica sarà nuovamente compiuta dalla Switch 1988, l'azienda autrice dell'intervento nella sala termica da cui derivò la dispersione dell'amianto, disponibile ad accollarsi integralmente l’onere del recupero e quindi della seconda bonifica.

In questo modo si pensa, forse, di risolvere il danno economico, gestionale, produttivo e d’immagine subito dal teatro e dalle attività culturali? E che dire della ricaduta sull’occupazione e sulla organizzazione del lavoro? Ma si sa lo stile “manageriale” di questa giunta basato sull’efficacia e sull’efficienza, non conosce dubbi.

Infine, per concludere, ci preme sottolineare che la gravissima crisi economica globale e la connessa crisi della Comunità Europea, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né con un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce più deboli. E neanche con quattro ministeri allocati nella Villa Reale che il sindaco di Monza ha regalato a Bossi, nella recita a Pontida di domenica 20 giugno.

Anche per questo tipo di protervia i cittadini devono riappropriarsi dei beni comuni e difenderli da questi attacchi di rapina, di incuria e di volgarità.

Comitato Ridatecilteatro


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