Comunicato stampa 22 giugno 2011

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I risultati delle amministrative hanno segnato una svolta, il 57% di affluenza e il 93% dei SI ai quesiti referendari la definiscono.

Ha vinto un Paese stufo ma non rassegnato, trainato da quesiti che riguardavano cose molto concrete e di grande valenza per il bene comune.

I movimenti e i vari comitati sono riusciti ad aprire un dibattito serio nel Paese e a porre al centro della riflessione e dell’azione un linguaggio “nuovo”, quello dei Beni Comuni.

Questo voto popolare vuole segnalare un’inversione di rotta rispetto ad un modello di sviluppo fondato sull’ideologia della privatizzazione e sul rapporto tra interesse pubblico e interesse privato sempre più a favore di quest’ultimo.

Il Comitato Ridatecilteatro ha posto da subito, dalla sua costituzione, questo concetto: il teatro di Alessandria è un bene comune e per questo ha sollecitato la mobilitazione popolare a sua difesa, per la sua riapertura, perché si stabiliscano chiaramente le responsabilità di questo grave danno alla città e alle sue espressioni culturali.

Abbiamo con forza posto anche il tema dei tagli economici spiegando come la cultura non solo non sia un lusso, ma sia crescita per un popolo e per una comunità locale, soprattutto in quanto espressione di libertà quando è libera dai condizionamenti, anche da quelli economici.

L’occupazione attuale dello storico teatro Valle di Roma, inaugurato il 7 gennaio 1727, è un’altra testimonianza tangibile della voglia di contrastare con piena coscienza ai reiterati insulti di inutilità ed onerosità ai beni comuni che questa classe dirigente continua a ripeterci da anni, privando questo Paese del suo futuro.

È ora di dire forte e chiaro che le istituzioni che fanno prevalere logiche di mero profitto (per chi poi?), scambi di poltrone, ingerenze partitiche e clientelari stanno perdendo ogni credibilità.

La vicenda del teatro di Alessandria si colloca in questa logica perversa: si sostiene che tutto va bene, anzi mai così tanto bene da aprire la stagione prossima con “ Happy Days”!

A questa città non è stato detto cosa ha prodotto il famoso tavolo tecnico presieduto dalla Presidente del TRA, Prof.ssa Elvira Mancuso, se la bonifica è possibile e sostenibile economicamente, quali azioni sono state intraprese nei confronti di chi ha provocato questo grave danno, se questo grave danno è dovuto ad imperizia od incuria, quali sono state e quali sono le azioni legali ed amministrative che gli amministratori pubblici hanno intrapreso fin’ora, come e dove si svilupperà la prossima attività del TRA perché dalle dichiarazioni fin’ora pubblicate sugli organi di stampa non è chiaro quale strada s’intenda intraprendere, chi, quando e dove si organizzerà l’attività teatrale per le scuole, insomma, per sintetizzare, qual è il progetto? E se c’è un progetto che non sia una ripetizione stanca o un’improvvisazione paesana.

Apprendiamo, mentre scriviamo, la dichiarazione dell’assessore Vandone in risposta alla richiesta di chiarimento della minoranza relativa all’eliminazione della voce teatro nel piano triennale di programmazione delle opere pubbliche: la bonifica sarà nuovamente compiuta dalla Switch 1988, l'azienda autrice dell'intervento nella sala termica da cui derivò la dispersione dell'amianto, disponibile ad accollarsi integralmente l’onere del recupero e quindi della seconda bonifica.

In questo modo si pensa, forse, di risolvere il danno economico, gestionale, produttivo e d’immagine subito dal teatro e dalle attività culturali? E che dire della ricaduta sull’occupazione e sulla organizzazione del lavoro? Ma si sa lo stile “manageriale” di questa giunta basato sull’efficacia e sull’efficienza, non conosce dubbi.

Infine, per concludere, ci preme sottolineare che la gravissima crisi economica globale e la connessa crisi della Comunità Europea, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né con un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce più deboli. E neanche con quattro ministeri allocati nella Villa Reale che il sindaco di Monza ha regalato a Bossi, nella recita a Pontida di domenica 20 giugno.

Anche per questo tipo di protervia i cittadini devono riappropriarsi dei beni comuni e difenderli da questi attacchi di rapina, di incuria e di volgarità.

Comitato Ridatecilteatro

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