Oggi l'incontro tra l'Amministrazione Comunale e le Organizzazioni Sindacali: protagonista il Teatro

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Scritto da mnb Martedì 07 Maggio 2013 13:59

Da www.tuononews.it, Alessandria, 06/05/2013

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Si è tenuto stamattina in Sala Giunta un incontro tra l’Amministrazione Comunale e le Organizzazioni Sindacali sulla drammatica situazione della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino, dei 15 lavoratori attualmente in cassa integrazione e sui problemi della bonifica dello stabile.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso al Sindaco, Maria Rita Rossa e all’assessore al Lavoro, Marica Barrera, le loro preoccupazioni chiedendo di attendere gli esiti del tavolo interministeriale prima di procedere alla messa in liquidazione dell’azienda. Gli altri soci della Fondazione hanno infatti già tutti deliberato in questo senso e la stessa Amministrazione Comunale ha previsto per oggi la discussione della deliberazione che autorizza il CdA a porre in liquidazione l’azienda.

Le organizzazioni Sindacali hanno quindi ritenuto di richiedere al Prefetto di avviare un tavolo urgente, alla presenza di tutti i soci fondatori, per valutare le garanzie di futuro dei 15 lavoratori prima di qualsiasi atto irreversibile sulla liquidazione. responsabilità di ognuno nei confronti dei dipendenti e le Per queste ragioni la delibera sulla messa in liquidazione della Fondazione non verrà posta in discussione nel Consiglio Comunale di oggi, 6 maggio.

 

Teatro: bonifica e liquidazione. Ma per i lavoratori, un salto nel buio?

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Maggio 2013 09:37 Scritto da mnb Mercoledì 01 Maggio 2013 09:36

Da www.alessandrianews.it, Alessandria, 01/05/2013
E' la commissione Cultura a riportare l'attenzione sul Teatro Regionale Alessandrino, attraverso le parole del presidente Lodato e dalla direttrice Tripodi. 100 mila euro necessari per concludere la bonifica, ma altrettanto urgente sembra essere la procedura di scioglimento della Fondazione Tra. E per il futuro dei lavoratori?
“Un tema che rappresenta una grave ferita nel tessuto sociale ed economico della città di Alessandria e per il quale è necessario iniziare subito a lavorare affinché si possa arrivare ad un recupero e ripristino dell’attività del Teatro Regionale Alessandrino”. Con queste parole il presidente della commissione Cultura, Renzo Penna, introduce uno dei temi ancora caldi (dopo ormai alcuni anni) che rappresenta un “caso” per il territorio alessandrino: quello del Teatro comunale, dei suoi lavoratori e della struttura, ancora chiusa dopo l’inquinamento da polvere di amianto.
Il quadro dell’attuale situazione è stato presentato dal presidente Nuccio Lodato e dalla direttrice Anna Tripodi. Il presidente Lodato sceglie di partire da un atto, che porta la data di lunedì 29 aprile, con il quale egli stesso sollecita (a nome dell’intero CdA della Fondazione Tra) che si proceda allo scioglimento della Fondazione, “non solo perché è un atto dovuto, ma perché di fatto la Fondazione è in liquidazione già da dicembre 2012, con le dimissioni dell’attuale CdA, l’uscita di alcuni soci come la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e l’Amag e con le prospettive date dalla Regione Piemonte, impossibilitata a dare il proprio contributo”. Il passaggio quindi in commissione Bilancio e poi in Consiglio comunale, rappresenta quindi l’ultimo procedimento che si frappone alla conclusione di questo iter di scioglimento.

“Sono ampliamente decorsi anche i 10 giorni di blocco voluti dall’amministrazione, in attesa di eventuali determinazioni ministeriali – si legge nell’atto - che non avrebbero peraltro in nessun caso, neppure nel più favorevole, mutato purtroppo la situazione definitiva di questa Fondazione”. Allo stato attuale il Tra è fuori di circa 3 milioni di euro (di cui 2 milioni derivanti dai mancati versamenti del Comune): “pertanto la Fondazione sarebbe comunque finita a terra anche senza la questione amianto”. Una consulenza legale, riportata sempre dal presidente, ha confermato la possibilità per l’attuale amministrazione del Tra di citare in giudizio il precedente CdA (quello che faceva capo alla presidente Mancuso) per responsabilità nella gestione della Fondazione, “del tutto inadeguata” oltre che di una “finanza svincolata dalle reali e verificate possibilità di spesa”. Per l’anno 2012 il vecchio CdA ha effettuato spese per 950 mila euro, senza avere in alcun modo verificato o indicato la presenza di fondi a disposizione e senza pertanto salvaguardare il patrimonio indisponibile della fondazione pari a 300 mila euro. A ciò si aggiunge la mancata tutela del personale dipendente per il quale non si è pensato a salvaguardare gli accantonamenti del Trattamento di fine Rapporto.

Una situazione critica, i cui due nodi cruciali da dissolvere nel “caso Teatro Regionale Alessandrino” sono : i lavoratori e la bonifica della struttura.
“Vorrei ricordare a tutti i soci (quelli uscenti e quelli ancora presenti) che questi signori (riferendosi ai dipendenti presenti in aula) sono loro dipendenti!”, ha inveito Nuccio Lodato. “Sono stati per anni rovesciati in altre scatole cinesi, con tipologie variegate di contratto, ma hanno competenze e professionalità straordinarie”. I 15 lavoratori del Tra sono gli unici ad aver già usufruito di un anno di cassa integrazione in deroga, con tutte le difficoltà economiche che ne conseguono, come spiega Roberto Scarpa, Rsu del Tra, che rappresenta un sentimento di “disperazione”: 299 euro di cassa integrazione del mese di dicembre che sono arrivati ad aprile”, racconta. E anche l’anno di “disperazione” sta per finire: il 30 giugno scade l’anno di ammortizzatori sociali e “per le aziende in cessazione di attività non sarà più possibile utilizzare 12 mesi di cassa, ma soltanto 6”. Quindi il rinnovo- fondi permettendo – potrà solo più essere di 6 mesi, anche perché “ad oggi il personale ha già usufruito di 290 giorni di cassa integrazione in deroga”. Insomma ad oggi ancora un salto nel buio per i 15 dipendenti del Teatro che attraverso le parole dei rappresentanti sindacali Cgil, Cisl e Uil chiedono “un impegno politico all’amministrazione sul futuro lavorativo”. E’ necessario avere un “progetto”, una prospettiva che venga comunicata prima dell’avvio della liquidazione, anche perché la maggiore paura è che dopo lo scioglimento della Fondazione “noi siamo tutti finiti”.

E questa sembra essere lo stesso stretto e insidioso sentiero che vorrebbe percorrere il sindaco Rita Rossa: “Io spero che la Fondazione Tra non chiuda i battenti prima di una verifica su quali siano le condizioni e le disponibilità per i lavoratori e per la loro tutela. Inoltre prima di procedere allo scioglimento spero si possano riallacciare i rapporti con la Regione, con cui mi ero confrontata già dal mese di luglio 2012”. Eh si perché il Comune in crisi di liquidità e nelle condizioni in cui si trova, “non può farsi carico di nulla”, ribadisce il sindaco sottolineando le difficoltà anche in futuro di poter pensare ad un ritorno di gestione comunale del Teatro e di conseguenza ad un “rientro” a Palazzo Rosso anche dei dipendenti (a livello di titolo giuridico non possono essere reinseriti come dipendenti comunali).

La crisi economica del Comune non può nemmeno far fronte alla somma di 100 mila euro, che a detta della direttrice Tripodi sarebbe la somma ad oggi necessaria per portare a termine la bonifica del Teatro comunale. “Siamo ormai a ¾ dell’opera”. E allora è il primo cittadino a lanciare l’appello: “Il mio appello, che metterò anche per iscritto, va alle Fondazioni bancarie del territorio, che aiutino a reperire questa somma per poter proseguire nella bonifica”. Bonifica che su richiesta allo Spresal è stata modificata e divisa in due interventi distinti: “prima la sala Ferrero e per ultima la più critica sala Grande – ha spiegato Anna Tripodi – Anche se non vi è possibilità di riconsegna di parte della struttura, quella già bonificata, ma il teatro tornerà aperto solo a bonifica completata in tutte le sue parti”.
La bonifica attende 100 mila euro, i lavoratori attendono un “progetto” lavorativo che tenga conto di loro, della loro condizione occupazionale e il CdA del Tra (Lodato annuncia di rimettere ogni incarico e responsabilità, “darò comunicato al sindaco”) attende la liquidazione della Fondazione, che doveva passare in Consiglio comunale il 6 maggio…ma potrebbe anche slittare, in attesa di risposte sia da Roma che dalla Regione Piemonte. "Anche per questa situazione si attende l'avvio del Tavolo interministeriale".
Giulia Boggian
   

Lavoratori del Teatro: 'noi esempio vivente del dissesto'

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Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Aprile 2013 15:42 Scritto da mnb Giovedì 11 Aprile 2013 15:39

Da www.radiogold.it, Alessandria, 11.04.2013

Il sindaco di Alessandria, in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova giunta, è tornato ad affrontare anche la questione Teatro. "L'obiettivo primario è ridare alla città, entro il 2015, il teatro - ha spiegato Rita Rossa - con l'avvio di una ricerca di partnership tra pubblico e privato. Vorremmo infrangere il tabù per cui la cultura sia solo sempre e solo appannaggio del pubblico". Intanto il polo culturale giace nei giardini della stazione, svuotato del suo ruolo, aggrappato ai ricordi, ricordi che i 15 lavoratori tentano di rinfrescare con una battaglia continua e caparbia. I dipendenti del teatro oggi saranno a Roma per unirsi ai lavoratori delle partecipate e proveranno a riaccendere un occhio di bue sulle sorti della struttura, come ci ha spiegato Roberto Scarpa. Il tecnico del Teatro di Alessandria ha spiegato a Radio Gold le sue impressioni dopo l'intervento del primo cittadino proprio sugli obiettivi dell'amministrazioni rispetto al recupero del polo culturale: "noi, come teatro, abbiamo già dei piani che l'Asl e lo Spresal avevano approvato. Tuttavia miriamo ad avere un piano, peraltro già esaminato e approvato, di ripulitura almeno delle sale sottostanti del complesso: sala Zandrino, sala Ferrero, i locali per le conferenze e i due cinema. Vista la situazione però non ci sono i soldi per fare i monitoraggi quotidiani necessari a un cantiere di bonifica e quindi per mettere personale e mezzi. Se arrivassero un privato o del denaro, già domani, potremmo iniziare. Siamo anche disposti a metterci noi le mascherine e dare il nostor contributo per evitare di creare disavanzi ulteriori".
A questo punto speriamo solo che questa situazione finisca. Sappiamo di essere regolati dalla legge sul dissesto, inequivocabili e rigide. L'auspicio è che andando a Roma qualcosa di queste leggi possa cambiare."
Il timore dei lavoratori del teatro è che il complesso possa essere dimenticato: "non può diventare un monumento all'amianto, all'illegalità, all'irresponsabilità di chi ci ha messo mano. Non può finire così: con il cemento che si sgretola in mezzo ai giardini."
Il sindaco ha parlato di un coinvolgimento dei privati e secondo Paolo Scarpa potrebbe essere una soluzione. Tuttavia rimangono i dubbi: "non riesco a capire come si possa pensare ai privati mentre abbiamo Regione, Comuni, e così via che si sono tirati indietro. La nostra azienda andrà in liquidazione a fine mese e noi diventeremo lavoratori di nessuno. Se qualche privato poi possa far cambiare la situazione benvenga."
Poi l'amara considerazione: "tutte le pretese, le richieste di giustizia delle partecipate le condividiamo. Però ricordo anche che tutte queste aziende stanno vivendo un incubo. Noi lo abbiamo vissuto due anni e mezzo fa e si è trasformato in drammatica realtà. Abbiamo iniziato con un periodo in cui non sapevamo cosa sarebbe successo, poi un anno di cassa integrazione, rinnovata di tre mesi in tre mesi. E' stato fatto tutto quello che potevamo dire e fare, le nostre lacrime, le fiaccolate. L'incubo vissuto oggi dalle partecipate era la nostra realtà due anni e mezzo fa. Noi siamo passati dal clamore della cronaca a una quotidiana e abituale situazione di cassintegrati. Abbiamo paura ad andare a vedere nella cassetta delle lettere per il timore di trovare le bollette. Lavoriamo con tavoli da picnic e tessere telefoniche private. Ci manca solo il cappio al collo e poi abbiamo provato tutte le situazioni. Noi siamo l'esempio vivente del dissesto."
Oggi a Roma ci saranno anche i 15 lavoratori di quella struttura grigia ai giardini della stazione di Alessandria.

Fabrizio Laddago

   

Teatro Comunale: "Questa Giunta vuole esprimersi chiaramente?"

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Ultimo aggiornamento Domenica 17 Marzo 2013 10:12 Scritto da mnb Sabato 16 Marzo 2013 18:48

Da www.alessandrianews.it, Alessandria, 16.03.2013

Dopo le dichiarazioni della direttrice di Aspal Anna Tripodi, in seguito all'appello lanicato dal Comitato Ridatecilteatro per avere notizie riguardo alla bonifica del Comunale, Franco Ferrari - che del Teatro è stato "di casa" per trent'anni - commenta:

"l Direttore del TRA chiede una sottoscrizione per il pagamento di "un centinaio di euro" per l'effettuazione di analisi. E' evidentemente un refuso ma mi dichiaro dispostissimo a partecipare alla colletta, purché quanto serve sia fatto subito, e sto parlando serissimamente. Suppongo che anche l'Aspal e anche la Giunta non abbiano un centesimo, e lo dico perché il TRA non c'entra niente con l'edificio, mentre l'Aspal è titolare del diritto di superficie e il Comune conserva comunque la nuda proprietà. Perché non si chiede alla famosa Switch, da tempo opprotunamente assente dalle dichiarazioni pubbliche, di assumersi, o almeno di anticipare le spese necessarie, visto che - non domentichiamolo - è un suo certo involontario errore tecnico ad aver causato il disastro. Che il Comune glielo imponga e, in subordine, le imponga anche di spiegarci la sparizione di un grande numero di libri culturalmente preziosi. Vogliamo che la Switch faccia a gara con Valenza a chi prende più per i fondelli il Comunale, come ha sacrosantemente ricordato il Comitato Ridatecilteatro? 
In ogni caso, pur accettando il fatto che il nostro Comune in questo momento non possa pagare nemmeno un caffè, questa Giunta vuole esprimersi chiaramente sul recupero del Comunale? e soprattutto, sulla condizione di lavoratori, di cui non parla più nessuno (con l'eccezione di SEL), che hanno respirato amianto, che da due anni litigano il pranzo con la cena, e che combattono quotidianamente non soltanto per salvare il loro lavoro ma anche per testimoniare l'esistenza di una istituzione culturale di questa sciagurata città. Apprendiamo, tic e tac, che fra due settimane il TRA verrà messo in liquidazione: che progetto c'è? soprattutto nei riguardi dei lavoratori? di licenziarne alcuni e di "salvarne" altri buttandoli a caso in qualche altra funzione? La rinascita dell'edificio dipende molto dal fatto che dentro ci siano uomini e donne che lo conoscono e lo amano, che in parte sanno come "aggiustarlo". Nella manciata di ore in cui vengono richiamati dalla cassa integrazione, lasciateli "fare".
La cultura è laterale rispetto agli altri problemi? Posso essere d'accordo, ma allora si smetta di dichiarare retoricamente il contrario, di blaterare sulla cultura "motore dello sviluppo"! L'Assessore Bianchi continua a imputare un grande "zero" sui capitoli dell'Assessore Barberis: il Sindaco dichiari che i servizi culturali sono sospesi sine die, e poi vediamo. Io credo che agli alessandrini importi poco di qualche spettacolino messo a fare concorrenza a quelli organizzati da Paolo Pasquale. Credo che vogliano recuperare uno spazio collettivo, un "bene comune" accidenti, per questa comunità moribonda, un luogo di incontro; riapriamolo, e poi ricircondiamolo di fioriere, per carità. Pare che stiamo rinunciando anche all'Università, e non abbiamo un centesimo per rilanciare la Biblioteca: cosa faremo? inviteremo turisti giapponesi a fotografare il nuovo ponte sul Tanaro?"
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Teatro Comunale : "Per la bonifica nemmeno un centesimo in cassa"

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Ultimo aggiornamento Domenica 17 Marzo 2013 10:13 Scritto da mnb Sabato 16 Marzo 2013 14:26

Da www.alessandrianews.it, Alessandria, 16.03.2013

Dopo l'appello lanciato dal Comitato Ridatecilteatro, che a gran voce chiedeva chiarimenti in merito allo stato dell'opera di bonifica del Teatro Comunale, la direttrice del Tra Anna Tripodi risponde:  
"Il silenzio di questi mesi non è equivalente di immobilismo. Insieme a Nuccio Lodato, dopo la fatidica data del 28 marzo - in cui dovrebbe essere decretata la liquidazione della fondazione - si farà una conferenza stampa ad hoc per spiegare quanto è stato complesso procedere con il lavoro in questi mesi. 
Tuttavia, dopo tutta una serie di verifiche, di rivisitazioni del progetto e, soprattutto, della scansione degli interventi, finalmente abbiamo di nuovo l'approvazione dello Spresal. Alcuni lavori sono già stati fatti - è stata rimossa la transennatura esterna, puliti l'estreno della struttura e la Sala Zandrino che non era interessata dall'amianto - e adesso, a livello tecnico, può ripartire la bonica vera e propria: il primo step sarà la Sara Ferrero. 
L'unico problema che frena l'avvio dei lavori è la mancanza di liquidità da parte del Tra. Non ci sono i soldi nemmeno per effettuare le analisi necessarie per riprendere la bonifica. E' infatti doveroso eseguire un costante monitoraggio dello stato del Teatro Comunale, ma senza il pagamento da parte della Regione dei contributi già messi in liquidazione non si può procedere. In cassa non c'è un centesimo, quindi non ci è possibile pagare gli arretrati per le vecchie analisi nè richiederne di nuove."
Non resta, dunque, che attendere che la Regione saldi i suoi debiti?
Provocatoriamente la direttrice di Aspal aggiunge: "Mi viene da dire... Si lanci una sottoscrizione per coprire il costo delle analisi. Occorrono almeno 15mila euro" (ndr. Non "un centinaio" come scritto erroneamente in precedenza, e per il cui errore ci scusiamo)
Se qualcuno deciderà di rispondere all'appello, non resterà che ringraziare.

Giulia Gastaldo - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
   

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