Ufficiali giudiziari in teatro per pignoramento?

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Ultimo aggiornamento Domenica 17 Marzo 2013 10:15 Scritto da mnb Martedì 20 Dicembre 2011 20:01

Da Alessandrianews.it, Alessandria, 20.12.2011

Un fornitore del teatro avrebbe ottenuto il pignoramento di beni per un valore di 18 mila euro. In assenza della presidente, sarebbe intervenuto Lorenzo Repetto in qualità di componente del Cda per risolvere la situazione.

Proprio una brutta giornata per l’amministrazione comunale. Mentre il sindaco Fabbio e l’assessore Vandone stavano ricevendo un avviso di garanzia per l’inchiesta sui bilanci, nelle sede del Tra, teatro alessandrino, si sarebbe presentato un ufficiale giudiziario per dare esecuzione ad un pignoramento a compensazione di un credito nei confronti di Tra. Sarebbero stati individuati ed “accantonati” attrezzature, soprattutto materiale informatico, fino a raggiungere la somma di 18 mila euro.
In assenza del presidente Elvira Mancuso, sarebbe stato risolutivo l’intervento del presidente Amag, e membro del Cda del Teatro regionale, Lorenzo Repetto, dando assicurazioni del fatto che il dedito del fornitore nei confronti dei teatro sarà saldato.
I vertici Tra, tra cui, appunto, Elvira Mancuso e Lorenzo Repetto, sono appena stati prosciolti dal procedimento relativo all'ipotesi di abuso d'ufficio a seguito dell'affido dei lavori di binifica dall'amianto alla società Swich 88. Il giudice per le indagini preliminari ha emesso un pronunciamento di non luogo a procedere.

 

Teatro all’amianto: fu pura fatalità?

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Scritto da mnb Lunedì 19 Dicembre 2011 19:48

Da Corriereal.info, Alessandria, 19/12/20127

orniamo brevemente su una vicenda, quella del teatro Comunale di Alessandria chiuso ormai da 16 mesi, che non smette di stupirci.
Nei giorni scorsi la giustizia alessandrina ha stabilito che non ci sono gli elementi per mettere sotto processo i rappresentanti del cda della Fondazione TRA. Ne prendiamo atto, e siamo felici per loro.

Ma come cittadini e come (ex, al momento) frequentatori del teatro Comunale, e annesse salette cinematografiche, continuiamo a chiederci:

1) se la struttura è chiusa da 16 mesi, e che vada bene per altri 3 (quando riaprirà lo vedremo. Intanto si parla di stagione estiva in teato anzichè in Cittadella…mah…), è per pura sfiga, o esistono responsabilità, e di chi sono?
Sento circolare battutacce in città: del tipo che, essendo quella teatrale un’attività in perdita, in realtà in questo anno e mezzo si sono risparmiati dei soldi pubblici. Peccato che nessuno ricordi che siamo passati, in tre anni, dal progetto di secondo Teatro Stabile del Piemonte ad una stagione ‘di fortuna’, con spettacoli talora da parrocchietta, come quello di un ormai ‘frollato’ Bruno Gambarotta di qualche settimana fa a Valenza. Quanti anni ci vorranno e quanti soldi si dovranno investire per tornare nella serie A, o quanto meno in una dignitosa serie B, dei teatri italiani?

2) I 3 o 4 mila alessandrini che, come il sottoscritto, hanno frequentato il teatro nel mese di settembre 2010 possono stare tranquilli o no? Nessuno, neanche a livello di Asl, si è mai pronunciato. Dobbiamo per caso prepararci a ricevere pure noi, post mortem, l’obolo del diavolo, come quei poveretti casalesi?

Domande semplici, in fondo. Rispondere è così difficile? Eppure il teatro interessa a migliaia di alessandrini: possibile che valga la pena mobilitarsi solo per i 1.500 (quando vincono: ora anche meno) tifosi dei Grigi?

E. G.

   

Caso amianto, tutti prosciolti

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Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Dicembre 2011 19:45 Scritto da mnb Venerdì 16 Dicembre 2011 08:59

Amianto a teatro: prosciolti Lorenzo Repetto, Paola Bonzano, Elvira Mancuso e Gianni Cazzulo

Da Il Picolo, Alessandria, 16.12.2012

Sentenza di non luogo a procedere per Elvira Mancuso, presidente Fondazione Tra, Lorenzo Repetto, consigliere in rappresentanza dell’Amag, Gianni Cazzulo, presidente Collegio revisori conti, Paola Bonzano, assessore comunale alla cultura di Valenza. Il giudice dell’udienza preliminare, Alessia Solombrino, ha prosciolto i quattro amministratori, difesi dagli avvocati Roberto Cavallone e Sara Ongaro, Piero Monti, Luca Gastini e due legali del foto di Milano. L’inchiesta per le polveri sottili d’amianto disperse a teatro dopo i lavori di bonifica nel locale caldaie è arrivata al giro di boa. I quattro erano accusati di abuso d’ufficio. La Mancuso, inoltre, secondo l’accusa non aveva vigilato sulla sospensione dell’attività essendo in corso lavori di rimozione di amianto, finendo nei guai anche per una contravvenzione in materia di sicurezza. Ieri mattina, dopo una lunga requisitoria, il procuratore della Repubblica di Alessandria, Michele Di Lecce, aveva chiesto l’incriminazione dei quattro. Secondo il procuratore, Repetto, Bonzano, Cazzulo e la Mancuso, avevano preso parte a una riunione del Cda (giugno 2010) della Fondazione Tra, convocata proprio per decidere sull’affidamento dei lavori alla Switch, sebbene mancasse la richiesta maggioranza. I difensori hanno sostenuto che c’erano ragioni di necessità e urgenza che giustificavano l’affidamento diretto dei lavori per la rimozione dell’amianto. L’importo dell’appalto era assolutamente congruo e inferiore di circa il 30 per cento rispetto al preziario regionale ai lavori pubblici. Non c’era alcuna volontà di favorire la Switch che ha dovuto eseguire i lavori a fronte di un corrispettivo di gran lunga inferiore rispetto a quello inizialmente richiesto. All’interno del consiglio c’era ampia discussione rispetto a chi dovesse sostenere il costo dei lavori poiché l’assessore Bonzano riteneva che lo stesso fosse di competenza esclusiva del Comune di Alessandria e non dovesse gravare sul Comune di Valenza, ottenendo impegno in tal senso da parte dell’assessore Vandone. I difensori si sono chiesti che cosa sarebbe accaduto se non si fosse deciso di procedere con urgenza e si fosse nel frattempo verificato quel rischio che il direttore del teatro e l’azienda avevano posto in evidenza. Un’urgenza su cui l’accusa non è d’accordo visto che la situazione del teatro era costantemente monitorata dall’Asl. Le posizioni dell’ingegnere che doveva seguire i lavori di bonifica affidata alla Switch 1988 di Genova, e dei due dirigenti della ditta, sono state stralciate. Devono rispondere di non aver adottato provvedimenti idonei ad evitare la diffusione delle fibre: una contravvenzione che hanno chiesto di sanare con l’oblazione.

Le prime reazioni
Immediate le reazioni degli amministratori. «Sono sempre stato convinto della regolarità delle procedure seguite dagli amministratori della Fondazione Tra: la sentenza di oggi (giovedì, ndr) - ha affermato il sindaco di Alessandria, Piercarlo Fabbio - è la dimostrazione di come non si debba essere frettolosi nei giudizi, anche e soprattutto nell’aula di un consiglio comunale da dove sono state invece lanciate ripetutamente accuse infondate. A questo punto, con la stessa celerità, dovrebbero arrivare le scuse. L’obiettivo era e resta, infatti, togliere l’amianto e non certo metterlo. Sono soddisfatto. Oggi il giudice ha chiuso una vicenda - rimarca Fabbio - sulla quale sono state fatte strumentalizzazioni inutili e faziose. Anche la politica ne prenda atto - conclude il sindaco - . Proprio in questi giorni sono partiti i lavori di bonifica e in 100 giorni restituiremo agli alessandrini e non solo un teatro rinnovato e moderno. Questo è il compito degli amministratori, con il contributo di tutti i rappresentanti eletti dai cittadini, per garantire il meglio dell’offerta culturale. Noi continueremo a farlo». «Sono lieta della sentenza - ha affermato l’assessore Paola Bonzano- . Si tratta di una decisione che da tempo aspettavo con la massima serenità, sicura di aver ben operato nell’interesse dell’amministrazione comunale di Valenza e della Fondazione Tra. Continuerò a lavorare nel massimo rispetto della legge con l’obiettivo di perseguire il bene comune. Ringrazio il sindaco e l’amministrazione valenzana che hanno sempre manifestato nei miei confronti piena fiducia e ringrazio i miei legali, Cavallone e Ongaro».

Monica Gasparini

   

Teatro, prosciolto il cda “I lavori erano urgenti”

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Scritto da mnb Venerdì 16 Dicembre 2011 08:31

SENTENZA DEL GUP. L’AFFIDAMENTO ALLA SWITCH DELL’INTERVENTO CHE PORTO’ L’AMIANTO IN SALA

Mancuso e Repetto erano accusati di abuso d’ufficio

Da La Stampa, Alessandria, 16.12.2012

Tutti prosciolti perchè il fatto non sussiste: la tesi della difesa ha prevalso e il gup Alessia Solombrino, al termine dell’udienza preliminare, ieri ha sentenziato il non luogo a procedere nei confronti di Elvira Mancuso, presidente della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino; di Lorenzo Repetto, consigliere in rappresentanza dell’Amag, di Gianni Cazzulo, presidente del Collegio dei revisori dei conti; di Paola Bonzano, assessore comunale alla Cultura di Valenza.

Erano accusati di abuso d’ufficio nell’ambito dell’«affaire teatro», le polveri di amianto disperse al Comunale durante lavori di bonifica nel locale caldaie. Elvira Mancuso rispondeva anche di una contravvenzione in materia di sicurezza (una legge speciale sull’ambiente) per non aver vigilato sulla sospensione dell’attività, essendo in corso lavori di rimozione amianto. Da quest’imputazione è stata prosciolta per non aver commesso il fatto. Non sua era la competenza. Per tutti il procuratore della Repubblica Michele Di Lecce aveva chiesto il rinvio a giudizio.

L’abuso d’ufficio era stato contestato perchè, a detta dell’accusa, i 4 nel giugno 2010 parteciparono a una riunione del Cda della Fondazione Tra, convocato per decidere sull’affidamento dei lavori alla Switch 1988 di Genova sebbene alcuni dei presenti non avessero i requisiti formali per far parte del Cda. La delibera sarebbe stata quindi adottata in assenza del numero legale. Ha sostenuto il pool della difesa (Cavallone, Gastini, Griselli, Mazzone, Monti) che «ragioni di necessità e urgenza giustificavano un tempestivo affidamento diretto dei lavori per rimuovere l’amianto. L’importo dell’appalto era congruo e inferiore di circa il 30 per cento rispetto al prezzario regionale dei lavori pubblici e non c’era alcuna volontà di favorire la Switch, che ha dovuto eseguire l’opera a fronte di un corrispettivo di gran lunga inferiore a quello inizialmente richiesto». A detta dell’accusa mancava, invece, qualsiasi urgenza perché la situazione era costantamente monitorata dall’Asl.

Da definire la posizione dell’ingegner Claudia Canepa, incaricata di seguire la bonifica; di Roberto Curati, dirigente della società, e di Maurizio Dufour, legale rappresentante dell’azienda ligure. Rispondono di una contravvenzione perchè non avrebbero adottato provvedimenti idonei a evitare la diffusione delle fibre. Hanno chiesto di sanarla con oblazione: il consenso sarà dato solo all’atto della cessazione delle condizioni di pericolo.

   

Nessun processo per i vertici del Tra: tutti prosciolti

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Scritto da mnb Venerdì 16 Dicembre 2011 08:25

Da Radiogold.it, Alessandria, 16.12.2011

Il consiglio di amministrazione di Alessandria non ha colpe, alla fine sono stati tutti prosciolti. Parliamo della richiesta di rinvio a giudizio avanzata a ottobre nei confronti di Lorenzo Repetto, Presidente Amag, Elvira Mancuso, Presidente del Tra, Paola Bonzano, al tempo assessore delegato dal Comune di Valenza, e Gianni Cazzullo, presidente del collegio dei revisori dei conti. A tutti loro era stato contestato l’abuso d’ufficio perché, secondo l’accusa, presero parte a una riunione del cda della Fondazione Tra senza che ci fosse la maggioranza. In quella assemblea venne deciso di affidare i lavori alla Switch 1988, da cui poi derivò l’inquinamento da amianto del teatro, chiuso da inizio ottobre dello scorso anno. Proprio sulla presenza delle fibre, il giudice ha deciso di non procedere anche per l’altro capo di imputazione mosso alla Mancuso. L’accusa sostenne infatti che la presidente del Tra non avrebbe vigilato sulla sospensione dell’attività nelle sale nonostante l’avvio dei lavori di rimozione amianto.
Nel pomeriggio di ieri immediate le reazioni positive delle persone coinvolte. Per Lorenzo Repetto "in questo momento sono un uomo molto contento del lavoro che sto facendo, di quello che è il mio lavoro e tutto il contorno che mi circonda". Il Presidente Amag ha approfittato del successo ottenuto in tribunale per tornare all’attacco: "adesso andrò a vedere un pochino come sono i conti. In tanti blaterano troppo. Ci sono persone che guadagnano più dei dirigenti dell’Amag in teatro. Comunque nei prossimi mesi mi attiverò ancora di più rispetto a quanto ho già fatto finora. Una istituzione deve essere restituita alla città". Proprio sulla bonifica Repetto interviene precisando però alcuni punti e svelando che è "cominciata la fase iniziale, propedeutica al cantiere che deve portare all’intervento principale, come quello, ad esempio, di andare a sostituire l’impianto di riscaldamento e di condizionamento. Un intervento non dovuto solo all’amianto ma anche ai problemi anche di impiantistica e normative diverse rispetto a 40 anni fa. Io starò dietro a questo cantiere, a maggior ragione ora, dopo la carica del risultato di oggi (ieri ndr)".

Anche il sindaco di Alessandria, Piercarlo Fabbio, è tornato a farsi sentire sulla vicenda teatro: "sono sempre stato convinto della regolarità delle procedure seguite dagli amministratori della Fondazione Tra: la sentenza di oggi è la dimostrazione di come non si debba essere frettolosi nei giudizi, anche e soprattutto nell’aula di un consiglio comunale da dove sono state invece lanciate ripetutamente accuse infondate. A questo punto con la stessa celerità dovrebbero arrivare le scuse. L’obiettivo era e resta, infatti, togliere l’amianto e non certo metterlo. Anche la politica – ha concluso il sindaco – ne prenda atto. Proprio in questi giorni sono partiti i lavori di bonifica e in 100 giorni restituiremo agli alessandrini e non solo un teatro rinnovato e moderno: questo è il compito degli amministratori, con il contributo di tutti i rappresentanti eletti dai cittadini, per garantire il meglio dell’offerta culturale. Noi continueremo a farlo".

Da Valenza, infine, non sono mancate le affermazioni di compiacimento dell’assessore Paola Bonzano: "sono lieta della sentenza di proscioglimento del giudice dell'udienza preliminare. Si tratta di una decisione che da tempo aspettavo con la massima serenità, sicura di aver bene operato nell'interesse dell'amministrazione comunale di Valenza e della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino. Continuerò nell'espletamento delle mie funzioni pubbliche nel massimo rispetto della legge con l'obiettivo di perseguire il bene comune".
Diverso, naturalmente, il tono del Comitato ‘Ridateci il Teatro’. Piera Rosi ha commentato così la decisione giunta dal Tribunale: "oltre che manifestare delusione e disappunto non possiamo dire più di tanto. Non abbiamo le competenze né vogliamo sostituirci alla magistratura, ma sicuramente questo non smorzerà la nostra ferma volontà di riavere il teatro".

Fabrizio Laddago

   

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