La delicata vicenda dei lavoratori del Tra approda in Consiglio Comunale

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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Dicembre 2013 16:56 Scritto da mnb Venerdì 20 Dicembre 2013 08:20

Da www.radiogold.it, Alessandria, 20.12.2013

La situazione dei 15 lavoratori del Teatro Regionale Alessandrino approda in Consiglio Comunale ad Alessandria. Tra i vari punti all’ordine del giorno nella seduta di questo venerdì mattina c’è infatti anche una mozione a firma del sindaco del capoluogo, Rita Rossa, “per dare la possibilità agli amministratori di Alegas e Amag di assorbire i lavoratori” ha spiegato lo stesso primo cittadino. Per i 15 dipendenti, da oltre tre anni alle prese con la cassa integrazione e con sempre meno certezze sul loro futuro lavorativo, si è infatti accesa una nuova speranza dopo la notizia della possibile proroga di altri tre mesi della cassa in deroga da parte della Regione Piemonte. Tirato un sospiro di sollievo rispetto alla drammatica prospettiva di veder finire la copertura dell’ammortizzatore sociale dall’ormai prossimo 31 dicembre, i dipendenti del Tra questo venerdì mattina saranno presenti sul loggione della sala consiliare per ascoltare gli interventi dei consiglieri in merito al progetto legato a quelle che sono le partecipate “più in salute” del Comune capoluogo. L’amministrazione chiederà infatti l’avvallo del Consiglio per cercare di distaccare i lavoratori in Amag e Alegas e, forte dell’atto dei consiglieri, chiedere la Prefetto Romilda Tafuri, di aprire un tavolo di crisi cui far comparire anche la Regione Piemonte. L’appoggio del Prefetto in questa operazione, ha spiegato il primo cittadino, è quanto mai fondamentale anche per tutelare gli amministratori delle partecipate che, di fatto, potrebbero essere chiamati a rispondere dell’assorbimento di altri dipendenti. La delicata vicenda dei lavoratori del teatro, ha spiegato poi il sindaco di Alessandria, potrebbe spingere anche i Moderati a tornare a occupare i banchi di maggioranza dopo il “congelamento di ogni attività” annunciato nelle scorse settimane. “Non ho motivo di dubitare della presenza dei Moderati nella seduta di questo venerdì - ha spiegato il sindaco – Sarebbe singolare che una forza politica che si è sempre detta dalla parte dei lavoratori faccia mancare il proprio voto proprio quando si decide di una vicenda delicata come quella dei dipendenti del Tra”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.40: Il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, sta illustrando ai consiglieri la mozione per i lavoratori del Tra. "So benissimo che il Consiglio non puo' obbligare gli amministratori delle societa' ad assumere personale e per questo e' necessario aprire parallelamente un tavolo in Prefettura anche per tutelare i Presidenti di Amag e Alegas. L'ipotesi che propongo non risolve ovviamente in via definitiva il problema, ma e' un'opportunita', un tentativo che come Consiglio Comunale dovremmo fare". Dopo l'appello ai consiglieri presenti, il sindaco Rossa non ha poi risparmiato una stoccata agli 'assenti Moderati': "Apprezzo l'impegno dalle colonne dei giornali per sollecitare la Giunta a mettere in campo ogni strumento per salvaguardare i posti di lavoro. Peccato, pero', che ora che c'e' una opportunita' per tutelare i lavoratori del Tra, quella stessa forza politica decida di non presentarsi in Consiglio"

AGGIORNAMENTO ORE 13: La mozione a firma del sindaco di Alessandria, Rita Rossa, per i lavoratori del Tra ha subito sollevato una "questione pregiudiziale" da parte del consigliere di Fratelli d'Italia, Emanuele Locci, che ha definito "illegittimo" l'atto cosi' come formulato: "il Consiglio non puo' giuridicamente impegnare gli amministratori delle societa' ad assumere del personale" ha chiosato Locci che poi, rivolgendo lo sguardo ai lavoratori del Tra presenti sul loggione ha aggiunto "questo documento non avra' alcun effetto e vi stanno solo prendendo in giro". Un passaggio, quest'ultimo, che ha provocato la replica del Presidente del Pd, Giorgio Abonante che ha respinto con forza l'accusa di stare prendendo in giro i lavoratori. A fare chiarezza rispetto alla questione pregiudiziale sollevata da Locci, il successivo intervento del Segretario Generale, Giuseppe Formichella: "l'atto e' ammissibile nel momento in cui e' una richiesta, una sollecitazione, un atto politico che non puo' ovviamente produrre un obbligo giuridico".

AGGIORNAMENTO ORE 13.30: La mozione del sindaco Rossa per i lavoratori del Tra sta animando la discussione in Consiglio Comunale. Dopo l'approvazione all'unanimita' dell'emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle per impegnare anche Regione, Comune di Valenza e Fondazione Cassa di Risparmio a trovare una soluzione per i lavoratori, con 10 favorevoli e l'astensione della maggioranza, il Consiglio ha poi approvato l'emendamento di Ciro Fiorentino della Federazione della Sinistra per precisare nel testo della mozione del sindaco l'impegno a trovare una collocazione "per tutti i lavoratori del Tra". "Non avevamo fatto riferimento ad alcun numero proprio perche' sappiamo di non poter impegnare giuridicamente Amag e Alegas e per non fare venire meno quell'impegno, comunque dovuto da parte di tutti gli altri soci della Fondazione Tra" ha provato a spiegare il sindaco Rossa, avvicinandosi al banco del consigliere Fiorentino al termine della votazione.

AGGIORNAMENTO ORE 14: Dopo un animato dibattito, in cui non sono mancate recipreche stilettate e accuse tra maggioranza e opposizione, il Consiglio Comunale di Alessandria con 17 voti favorevoli e l'astensione di Gheorghe Raica del Gruppo Misto, ha approvato la mozione presentata dal sindaco Rossa per i lavoratori del Tra. Le perplessità sulla legittimità dell'atto e sulla stessa proposta del sindaco Rossa, definita da Piercarlo Fabbio " come la strada più lontana da una soluzione che possa davvero aiutare i lavoratori" ha spinto i consiglieri del Gruppo del Pdl, Lega Nord, Udc, Movimento 5 Stelle a non prendere parte al voto. "Mi è stato detto che usare il termine 'impegna' nel testo della mozione non è giuridicamente corretto - ha poi commentato al termine del consiglio il primo cittadino - So benissimo che non si possono obbligare gli amministratori delle partecipate ad assorbire lavoratori. Questo è però un atto politico dal significato molto forte, per chiedere al Prefetto il tavolo di crisi per i 15 dipendenti del Tra e per permettere agli amministratori delle società di sfruttare la norma che consente la mobilità tra  partecipate senza incorrere in eventuali responsabilità e sanzioni. Credo che la votazione di questo venerdì abbia messo davvero in luce quali sono le forze politiche che strumentalizzano la difficile situazione dei lavoratori. La non partecipazione al voto del Pdl, Lega, Udc e Movimento 5 Stelle dimostra quanto queste forze politiche abbiano a cuore il destino di queste persone. Questo non era un voto al sindaco Rossa, ma era la possibilità di dare un'opportunità a questi lavoratori. La votazione di oggi è la risposta anche a tutte le lezioni che l'opposizione continua a volerci dare sulla difesa dei lavoratori".  A non prendere parte alla seduta di oggi, però, anche i consiglieri di maggioranza del gruppo dei Moderati "Credo che questa assenza sia una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini che li hanno votati per stare in Consiglio e partecipare ai lavori - ha sottolineato il sindaco Rossa - Da diverso tempo non vediamo più in Giunta l'assessore (Claudio Falleti ndr), senza contare che un giorno sì, e l'altro pure, l'assessore provinciale al lavoro(Cesare Miraglia ndr) ci ricorda la responsabilità di difendere e tutelare i lavoratori e poi quando arriva il momento di farlo davvero come consigliere comunale decide di non presentarsi".

Redazione

 

Ultimo appello per i lavoratori del Tra: “il Prefetto convochi il tavolo”

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Scritto da mnb Sabato 07 Dicembre 2013 18:55

Da www.alessandrianews.it

ALESSANDRIA - “Non abbiamo più tempo da perdere. A fine mese scadrà la cassa integrazione in deroga. Gli enti coinvolti nella fondazione, i comuni di Alessandria e Valenza, la fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la Regione Piemonte, si assumano le proprie responsabilità”. Le rappresentanze sindacali (nella foto) chiedono la convocazione urgente di un tavolo davanti al Prefetto di Alessandria per trovare una soluzione per i quindici dipendenti del Teatro Regionale Alessandrino, chiuso da tre anni per inquinamento da amianto.
“E' un'emergenza – dicono Franco Armosino, Cgil, Loredana Mazzula, Cisl e Maurizio Sfondrini, Uil – il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione in deroga e non sappiamo neppure se sarà rifinanziata. Qualora lo fosse, il nuovo decreto prevede molte restrizioni, tra cui l'inapplicabilità perle aziende fallite”. Tra, specificano, non è fallita ma in liquidazione. “I liquidatori nel presentare lo stato della Fondazione, prenderanno atto, ad esempio, che i contributi dei dipendenti non sono stati versati e che non c'è stato accantonamento per il fondo di trattamento di fine rapporto”. Problemi gravi, certo, ma nell'immediato la questione più urgente da risolvere è il futuro dei lavoratori. “I dipendenti Tra perderanno il lavoro se i soci non interverranno assumendosi le proprie responsabilità”.
Cosa potrebbero fare? “Ci risulta che la Regione stia assumendo personale per la stagione a Torino. Nessuno ha pensato di contattare i 15 dipendenti Tra, che peraltro hanno professionalità riconosciute, anche per un contratto a termine”. Stesso discorso per il comune di Alessandria, “che ha lanciato in pompa magna una stagione all'Alessandrino, senza tenere coinvolgere i lavoratori in cassa”.
I sindacati chiedono allora la possibilità di impiegare, anche con contratti a termine, i dipendenti che rischiano, tra venti giorni, di restare senza stipendio e senza ammortizzatori. A voler guardare il futuro con un po' di ottimismo, “nel momento in cui sarà completata la bonifica del teatro comunale e ripartirà l'attività, gli attuali dipendenti dovranno essere garantiti attraverso la sottoscrizione di un protocollo d'intesa”.
Per questi motivi, Cgil, Cisl e Uil chiedono al Prefetto di Alessandria la convocazione urgente di un tavolo di confronto, insieme ai comuni di Alessandria e Valenza, regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio. “L'indifferenza non è più accettabile, chiediamo l'apertura di un tavolo in Prefettura e la disponibilità degli enti ad occuparsi di una vicenda che li riguarda. Sul campo sono state messe per ora idee e belle parole, ma ora non bastano più”.
6/12/2013
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Stasera presentazione della nuova stagione teatrale. E i lavoratori del Tra?

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Ottobre 2013 08:54 Scritto da mnb Mercoledì 30 Ottobre 2013 08:43

Da www.alessandrianews.it, Alessandria, 29/10/2013

A chiederlo all'amministrazione comunale con una interpellanza è il presidente del gruppo consigliere dell'Udc, Giovanni Barosini. "Sono stati coinvolti in questa nuova stagione culturale i disoccupati del Tra?". Considerazioni in merito al futuro dei 15 lavoratori del Tra arrivano anche da Cgil, Cisl e Uil

Questa sera verrà inaugurata ufficialmente la nuova stagione teatrale alessandrina, con uno "spettacolo nello spettacolo" per presentare il calendario e la programmazione che avrà inizio il 26 di novembre. Ma alla proposta culturale segue un ragionamento sulla questione "mai risolta" dei 15 lavoratori del Teatro comunale, ormai da tempo disoccupati.
"Ci sono provvedimenti che l'amministrazione comunale intende adottare per dare qualche garanzia al futuro occupazionale di queste professionalità?" chiede il presidente del gruppo consigliare Udc, Giovanni Barosini, per mezzo di una interpellanza. E ancora: "I dipendenti del Tra sono stati minimamente coinvolti in questa nuova stagione 2013-2014?".
A fare leva sulla questione dei 15 lavoratori ormai disoccupati del Tra sono state anche le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil. "Apprendiamo anche che sono stati stanziati finanziamenti da parte della Fondazione Cassa di Risparmio, che faceva parte della Fondazione Tra e che, sfilandosi dalla stessa, ha provocato, insieme a Regione, Comune di Alessandria e Valenza, la liquidazione del nostro teatro cittadino e 15 disoccupati. Apprendiamo anche che la stagione è cofinanziata da Amag che, per bocca del sindaco di Alessandria, non avrebbe mai potuto partecipare a spese inerenti il settore della cultura e dello spettacolo. In ogni caso i 15 lavoratori del teatro, 15 persone altamente qualificate, sono oggi disoccupate, ed il sindaco non ha preso minimamente in considerazione di prevedere anche solo un’ora di lavoro per anche una sola persona del teatro cittadino". E il tono dei sindacati diventa ancora più duro: "crediamo che questo fatto sia di un inaudito cinismo e di un efferato menefreghismo per le sorti di questi lavoratori. Questi sono i fatti, alle parole spesso suadenti ma false di questa amministrazione non diamo peso, giudichino i cittadini".
Sotto il profilo prettamente economico invece il presidente Udc, Barosini, nella propria interpellanza chiede anche all'amministrazione quali siano stati "nel dettaglio, i costi sostenuti ed i contributi ricevuti da Amag e Tra per l’organizzazione della stagione teatrale stessa".

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Tre anni senza teatro, e poi?

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Scritto da mnb Giovedì 03 Ottobre 2013 08:49

Da www.alessandrianews.it, 01/10/2013

A tre anni dalla chiusura del teatro, il 2 ottobre 2010, il comitato Ridateci il teatro torna porre domande ancora in attesa di una risposta, a partire dal futuro di uno dei simboli della cultura alessandrina. "Una volta bonificate due sale, saranno date ai privati?". Barrera: "intanto finiamo i lavori. Per i dipendenti incontro a breve in Regione"

ALESSANDRIA - Una lunga e accorata lettera quella che il comintato Ridateci il Teatro ha diffuso alla vigilia di una data che a nessuno piace ricordare: la chiusura del teatro di Alessandria. A tre anni da quella data, restano ancora tante le domande aperte a cui chiedono che venga data una risposta. Prima fra tutte, la questione dipendeti, in cassa intagrazione dallo scorso aprile e in scadenza a fine anno 2013.
E, nonostante la bonifica stia proseguendo in due sale, la Zandrino e la Ferrero, si affaccia un altro timore: quello dell'affido della struttura ad un privato. "Temiamo infatti che un privato non lavorerà nel pieno interesse del Teatro Comunale ma sfrutterà le sale Zandrino e Ferrero per destinarle a pellicole meno appetibili e interessanti, avvantaggiando così sale di sua proprietà", scrivono.
Facciamo un passo alla volta, risponde l'amminsitrazione comunale. "Intanto stanno proseguendo i lavori di bonifica ma sul termine di questi dobbiamo attendere tutti i controlli e le ferifiche da parte dell'Asl, attraverso lo Spresal" risponde l'assessore Marica Barrera. La bonifica delle due sale è a buon punto ma in oni caso, la disponibità degli spazi potrebbe esserci solo a partire da fine anno. Potrebbe partire una "mini stagione" nel 2014? "Ci sono dei contatti in corso", risponde l'ammisntiratore. Sul fronte più delicato, quello del futuro dei 15 dipendenti, l'assessore è in attesa "di un incontro il Regione con l'assessore al lavoro, che dovrebbe convocarci a breve". Barlumi di speranza? Intanto, per la futura gestione, scappa anche il nome di Costruire Insieme che assorbirebbe parte delle attività di Aspal, e quindi, in ipotesi, anche il teatro.

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TEATRO COMUNALE DI ALESSANDRIA: TRE ANNI SENZA VITA TEATRALE E CULTURALE, UN TRISTE ANNIVERSARIO

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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Settembre 2013 20:47 Scritto da mnb Domenica 29 Settembre 2013 20:41

Sono già trascorsi tre anni dalla chiusura del Teatro Comunale di Alessandria, un teatro importante, vero e proprio fiore all'occhiello della città, nonché secondo palcoscenico di tutto il Piemonte, dopo Torino, per grandezza e funzionalità.

Era infatti il 2 ottobre 2010 quando venne decretata la sua chiusura, nel pieno della manifestazione RING! Festival della Critica Cinematografica e della Premiazione del Concorso Internazionale di Chitarra Classica Michele Pittaluga, a causa di una dispersione di fibre di amianto all’interno delle sale, fuoriuscite dai lavori in corso nella centrale termica. Da quel momento la nostra città è priva di un luogo fondamentale e strategico per la cultura e l'intrattenimento, mentre per i dipendenti è iniziato un triste calvario. Esposti alle fibre di amianto, in quanto hanno vissuto e respirato per giorni in ambienti contaminati, hanno inizialmente portato avanti le attività presso i camerini con computer e attrezzature personali. I primi a "cadere" nei mesi successivi sono stati i lavoratori a tempo determinato: nonostante la funzionalità del loro lavoro, sono stati lasciati a casa. Lo stillicidio è continuato con la presunzione da parte della Giunta Fabbio e dell'allora Consiglio di Amministrazione presieduto da Elvira Mancuso di ostentare abbondanza, programmando stagioni in Cittadella e produzioni onerose, che hanno portato le già difficili finanze del Teatro al collasso. Durante i lavori di (ri)bonifica, eseguiti dalla stessa ditta che aveva provocato il danno, è andato perduto il fondo librario Adelio Ferrero, fino ad allora custodito in Teatro in vista di una possibile e fruibile biblioteca teatrale, e frettolosamente gettato in discarica, nonostante la Sovrintendanza per i Beni Artistici del Piemonte abbia dichiarato che i libri contaminati da amianto sono bonificabili. Dall'aprile 2012 si è dato il via alla cassa integrazione in deroga, inizialmente per alcuni dipendenti, in seguito per tutti, nell'attesa di conoscere le sorti del Teatro.

In questi tre anni come Comitato Ridatecilteatro abbiamo cercato di mantenere alta l'attenzione di tutta la cittadinanza, della politica e delle istituzioni su questo tema delicato, chiedendo a gran voce chiarezza e trasparenza sulle responsabilità che hanno portato alla chiusura del Teatro, sulla bonifica, sulla possibile riapertura e sul futuro dei lavoratori. Con grande rammarico e delusione constatiamo che le nostre domande (e quelle dei dipendenti), poste in questi tre anni a ben due amministrazioni comunali di diverso colore politico, sono in gran parte rimaste inevase.

Ancora una volta ci chiediamo perché la Fondazione TRA, nello specifico il Comune di Alessandria in quanto proprietario dell'edificio-Teatro, non abbia intentato un'azione legale di richiesta danni nei confronti della ditta Switch 1988; quali sono state (sempre che ci siano state) le azioni legali ed amministrative che gli amministratori pubblici hanno intrapreso nei confronti del precedente consiglio di amministrazione.

Ad oggi sembra che la bonifica del Teatro sia in parte ripresa, anche grazie al prezioso supporto di alcuni dipendenti qualificati della Fondazione TRA che lavorano al suo interno, insieme alla ditta preposta, ma le nostre preoccupazioni persistono: cosa succederà ai lavoratori ora che la liquidazione della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino è stata avviata e si paventa anche la fine della cassa integrazione?

Perchè i controlli sanitari richiesti su alcuni dipendenti esposti all'amianto non sono stati ancora effettuati? Possibile che non si riescano a trovare i fondi per qualche radiografia?

E ancora: perché non è stata trovata una "soluzione ponte" per 15 dipendenti qualificati che permetta di traghettarli fino alla riapertura del Teatro? Si preferisce forse gettare al vento l'esperienza, in alcuni casi trentennale, maturata in questo settore e privare la città di risorse in grado di ricostruire il già danneggiato tessuto culturale, sociale e teatrale della città?

Perché il Comune di Alessandria non si adopera nel pretendere che anche Regione Piemonte e Comune di Valenza, in quanto parti costitutive ed effettive del TRA, si occupino del problema della ricollocazione dei lavoratori?

Perchè non usare queste professionalità per dare nuova vita ad eventi, manifestazioni, turismo, biblioteca (tutti settori in cui i dipendenti possono operare), senza contare che tra di loro c'è anche un non vedente che avrebbe il diritto al ricollocamento in quanto appartenente a categoria protetta?

E una volta riaperte le sale Zandrino e Ferrero del Teatro, così come letto su alcune testate, chi si occuperà della loro gestione? Rimarranno ancora chiuse perchè nessuno vuole affrontare il peso di tale fardello oppure, come abbiamo appreso da fonti vicine alla Giunta, verranno affidate ad un privato? Onestamente questa seconda ipotesi non ci convince affatto. Temiamo infatti che un privato non lavorerà nel pieno interesse del Teatro Comunale ma sfrutterà le sale Zandrino e Ferrero per destinarle a pellicole meno appetibili e interessanti, avvantaggiando così sale di sua proprietà. Inoltre vogliamo sapere quale accordo commerciale verrebbe siglato con questo privato e a quali condizioni? Ma soprattutto riteniamo grave e ingiusto che il Comune deleghi ad un privato la gestione e la programmazione delle proprie sale cinematografiche, che costituiscono un bene comune, quando esiste già un personale qualificato disponibile e pronto ad occuparsene.

Infine chi si accollerà i costi relativi alla conclusione della bonifica della Sala Grande e alla sua ricostruzione? Ricordiamo infatti che anche qualora la bonifica giungesse a termine, bisognerebbe acquistare nuove poltrone, tendaggi, strumentazioni e soprattutto creare un nuovo impianto di riscaldamento. Riteniamo che questi costi non debbano ricadere sui cittadini, già duramente colpiti dalla crisi economica, ma su coloro che hanno provocato il danno.

Chiediamo riposte concrete, non l'ennesima indicazione aleatoria e infondata di una possibile, ipotetica quanto improbabile data di riapertura. Francamente dopo tre anni siamo stanchi di essere presi in giro con continui annunci vuoti, sparati a casaccio dal Sindaco o dall'Assessore di turno.

Comitato Ridatecilteatro


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