La mela avvelenata

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Il concetto che non si possano arrecare impunemente danni alla salute altrui si sta diffondendo anche nel tumultuoso est asiatico, ove la corsa cinese per diventare la cosiddetta "fabbrica del mondo" non sembrava disposta a rallentare per porre attenzione alla qualita' della vita delle persone (incolumita' fisica e salute) rispetto ai prevalenti interessi economici (delle classi dirigenti).

Sembrava, perche' si rilevano da diverso tempo dei segnali sempre piu' frequenti che lasciano ben sperare in un cambiamento.
Ultimo in ordine di tempo, il minimo storico in borsa (-3,9% in 6 settimane) del gigante elettronico Wintek, causato dalla intenzione di Apple di cambiare fornitore per gli schermi tattili di iPads, cui sono seguite le reazioni degli investitori, secondo lo schema classico della logica di mercato.
Il tutto parte da una lettera inviata a Steve Jobs, firmata da cinque dipendenti Wintek avvelenati da esalazioni di n-esano (hexyl hydride).
Tale solvente e' stato usato in alternativa all'alcool in una fase della lavorazione dei componenti necessari per i "gioiellini della mela", in pratica, per ridurre i tempi di produzione.
Dalla lettera e dalle dichiarazioni rilasciate in varie interviste, tra cui anche alla Reuters, si apprende che hanno parlato a nome di 137 dipendenti Wintek ricoverati nei mesi scorsi e sono molto preoccupati perché soggetti tuttora a sintomi legati all'intossicazione, e perché tale problema interesserebbe ancora oggi nuovi operai.
La Wintek non avrebbe fornito garanzie sulle future spese sanitarie relative all'ulteriore esposizione a tale sostanza, anzi, riferendosi alla legge cinese in materia, aveva replicato agli operai che per poter usufruire di tale indennizzo avrebbero dovuto licenziarsi.
Data, dunque, l'intimazione della società, i dipendenti hanno deciso di inviare tale lettera, di poche righe, chiedendo aiuto a Steve Jobs. Non e' ben chiaro se per motivi di immagine o per la sensibilita' del CEO di Apple (affetto personalmente da gravi problemi di salute) e' trapelata la decisione di cambiare fornitore, fatto sta che probabilmente a causa di questa vicenda, il titolo Wintek ha fatto registrare una sostanziosa flessione in Borsa, segnando un primo effetto economicamente negativo per l'azienda cinese responsabile del misfatto.
Se dalla lettura si e' sollevato in voi il sospetto che questo articolo vuole essere  sotto-sotto un pretesto per ribadire genericamente il concetto che "chi sbaglia, paga", avete colto nel segno. Se poi avete riscontrato delle analogie con le tristi vicende che costituiscono la nostra cronaca, allora la sintonia e' perfetta...