Caso amianto, tutti prosciolti

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Amianto a teatro: prosciolti Lorenzo Repetto, Paola Bonzano, Elvira Mancuso e Gianni Cazzulo

Da Il Picolo, Alessandria, 16.12.2012

Sentenza di non luogo a procedere per Elvira Mancuso, presidente Fondazione Tra, Lorenzo Repetto, consigliere in rappresentanza dell’Amag, Gianni Cazzulo, presidente Collegio revisori conti, Paola Bonzano, assessore comunale alla cultura di Valenza. Il giudice dell’udienza preliminare, Alessia Solombrino, ha prosciolto i quattro amministratori, difesi dagli avvocati Roberto Cavallone e Sara Ongaro, Piero Monti, Luca Gastini e due legali del foto di Milano. L’inchiesta per le polveri sottili d’amianto disperse a teatro dopo i lavori di bonifica nel locale caldaie è arrivata al giro di boa. I quattro erano accusati di abuso d’ufficio. La Mancuso, inoltre, secondo l’accusa non aveva vigilato sulla sospensione dell’attività essendo in corso lavori di rimozione di amianto, finendo nei guai anche per una contravvenzione in materia di sicurezza. Ieri mattina, dopo una lunga requisitoria, il procuratore della Repubblica di Alessandria, Michele Di Lecce, aveva chiesto l’incriminazione dei quattro. Secondo il procuratore, Repetto, Bonzano, Cazzulo e la Mancuso, avevano preso parte a una riunione del Cda (giugno 2010) della Fondazione Tra, convocata proprio per decidere sull’affidamento dei lavori alla Switch, sebbene mancasse la richiesta maggioranza. I difensori hanno sostenuto che c’erano ragioni di necessità e urgenza che giustificavano l’affidamento diretto dei lavori per la rimozione dell’amianto. L’importo dell’appalto era assolutamente congruo e inferiore di circa il 30 per cento rispetto al preziario regionale ai lavori pubblici. Non c’era alcuna volontà di favorire la Switch che ha dovuto eseguire i lavori a fronte di un corrispettivo di gran lunga inferiore rispetto a quello inizialmente richiesto. All’interno del consiglio c’era ampia discussione rispetto a chi dovesse sostenere il costo dei lavori poiché l’assessore Bonzano riteneva che lo stesso fosse di competenza esclusiva del Comune di Alessandria e non dovesse gravare sul Comune di Valenza, ottenendo impegno in tal senso da parte dell’assessore Vandone. I difensori si sono chiesti che cosa sarebbe accaduto se non si fosse deciso di procedere con urgenza e si fosse nel frattempo verificato quel rischio che il direttore del teatro e l’azienda avevano posto in evidenza. Un’urgenza su cui l’accusa non è d’accordo visto che la situazione del teatro era costantemente monitorata dall’Asl. Le posizioni dell’ingegnere che doveva seguire i lavori di bonifica affidata alla Switch 1988 di Genova, e dei due dirigenti della ditta, sono state stralciate. Devono rispondere di non aver adottato provvedimenti idonei ad evitare la diffusione delle fibre: una contravvenzione che hanno chiesto di sanare con l’oblazione.

Le prime reazioni
Immediate le reazioni degli amministratori. «Sono sempre stato convinto della regolarità delle procedure seguite dagli amministratori della Fondazione Tra: la sentenza di oggi (giovedì, ndr) - ha affermato il sindaco di Alessandria, Piercarlo Fabbio - è la dimostrazione di come non si debba essere frettolosi nei giudizi, anche e soprattutto nell’aula di un consiglio comunale da dove sono state invece lanciate ripetutamente accuse infondate. A questo punto, con la stessa celerità, dovrebbero arrivare le scuse. L’obiettivo era e resta, infatti, togliere l’amianto e non certo metterlo. Sono soddisfatto. Oggi il giudice ha chiuso una vicenda - rimarca Fabbio - sulla quale sono state fatte strumentalizzazioni inutili e faziose. Anche la politica ne prenda atto - conclude il sindaco - . Proprio in questi giorni sono partiti i lavori di bonifica e in 100 giorni restituiremo agli alessandrini e non solo un teatro rinnovato e moderno. Questo è il compito degli amministratori, con il contributo di tutti i rappresentanti eletti dai cittadini, per garantire il meglio dell’offerta culturale. Noi continueremo a farlo». «Sono lieta della sentenza - ha affermato l’assessore Paola Bonzano- . Si tratta di una decisione che da tempo aspettavo con la massima serenità, sicura di aver ben operato nell’interesse dell’amministrazione comunale di Valenza e della Fondazione Tra. Continuerò a lavorare nel massimo rispetto della legge con l’obiettivo di perseguire il bene comune. Ringrazio il sindaco e l’amministrazione valenzana che hanno sempre manifestato nei miei confronti piena fiducia e ringrazio i miei legali, Cavallone e Ongaro».

Monica Gasparini