Teatro, prosciolto il cda “I lavori erano urgenti”

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SENTENZA DEL GUP. L’AFFIDAMENTO ALLA SWITCH DELL’INTERVENTO CHE PORTO’ L’AMIANTO IN SALA

Mancuso e Repetto erano accusati di abuso d’ufficio

Da La Stampa, Alessandria, 16.12.2012

Tutti prosciolti perchè il fatto non sussiste: la tesi della difesa ha prevalso e il gup Alessia Solombrino, al termine dell’udienza preliminare, ieri ha sentenziato il non luogo a procedere nei confronti di Elvira Mancuso, presidente della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino; di Lorenzo Repetto, consigliere in rappresentanza dell’Amag, di Gianni Cazzulo, presidente del Collegio dei revisori dei conti; di Paola Bonzano, assessore comunale alla Cultura di Valenza.

Erano accusati di abuso d’ufficio nell’ambito dell’«affaire teatro», le polveri di amianto disperse al Comunale durante lavori di bonifica nel locale caldaie. Elvira Mancuso rispondeva anche di una contravvenzione in materia di sicurezza (una legge speciale sull’ambiente) per non aver vigilato sulla sospensione dell’attività, essendo in corso lavori di rimozione amianto. Da quest’imputazione è stata prosciolta per non aver commesso il fatto. Non sua era la competenza. Per tutti il procuratore della Repubblica Michele Di Lecce aveva chiesto il rinvio a giudizio.

L’abuso d’ufficio era stato contestato perchè, a detta dell’accusa, i 4 nel giugno 2010 parteciparono a una riunione del Cda della Fondazione Tra, convocato per decidere sull’affidamento dei lavori alla Switch 1988 di Genova sebbene alcuni dei presenti non avessero i requisiti formali per far parte del Cda. La delibera sarebbe stata quindi adottata in assenza del numero legale. Ha sostenuto il pool della difesa (Cavallone, Gastini, Griselli, Mazzone, Monti) che «ragioni di necessità e urgenza giustificavano un tempestivo affidamento diretto dei lavori per rimuovere l’amianto. L’importo dell’appalto era congruo e inferiore di circa il 30 per cento rispetto al prezzario regionale dei lavori pubblici e non c’era alcuna volontà di favorire la Switch, che ha dovuto eseguire l’opera a fronte di un corrispettivo di gran lunga inferiore a quello inizialmente richiesto». A detta dell’accusa mancava, invece, qualsiasi urgenza perché la situazione era costantamente monitorata dall’Asl.

Da definire la posizione dell’ingegner Claudia Canepa, incaricata di seguire la bonifica; di Roberto Curati, dirigente della società, e di Maurizio Dufour, legale rappresentante dell’azienda ligure. Rispondono di una contravvenzione perchè non avrebbero adottato provvedimenti idonei a evitare la diffusione delle fibre. Hanno chiesto di sanarla con oblazione: il consenso sarà dato solo all’atto della cessazione delle condizioni di pericolo.