Teatro: bonifica e liquidazione. Ma per i lavoratori, un salto nel buio?

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Da www.alessandrianews.it, Alessandria, 01/05/2013
E' la commissione Cultura a riportare l'attenzione sul Teatro Regionale Alessandrino, attraverso le parole del presidente Lodato e dalla direttrice Tripodi. 100 mila euro necessari per concludere la bonifica, ma altrettanto urgente sembra essere la procedura di scioglimento della Fondazione Tra. E per il futuro dei lavoratori?
“Un tema che rappresenta una grave ferita nel tessuto sociale ed economico della città di Alessandria e per il quale è necessario iniziare subito a lavorare affinché si possa arrivare ad un recupero e ripristino dell’attività del Teatro Regionale Alessandrino”. Con queste parole il presidente della commissione Cultura, Renzo Penna, introduce uno dei temi ancora caldi (dopo ormai alcuni anni) che rappresenta un “caso” per il territorio alessandrino: quello del Teatro comunale, dei suoi lavoratori e della struttura, ancora chiusa dopo l’inquinamento da polvere di amianto.
Il quadro dell’attuale situazione è stato presentato dal presidente Nuccio Lodato e dalla direttrice Anna Tripodi. Il presidente Lodato sceglie di partire da un atto, che porta la data di lunedì 29 aprile, con il quale egli stesso sollecita (a nome dell’intero CdA della Fondazione Tra) che si proceda allo scioglimento della Fondazione, “non solo perché è un atto dovuto, ma perché di fatto la Fondazione è in liquidazione già da dicembre 2012, con le dimissioni dell’attuale CdA, l’uscita di alcuni soci come la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e l’Amag e con le prospettive date dalla Regione Piemonte, impossibilitata a dare il proprio contributo”. Il passaggio quindi in commissione Bilancio e poi in Consiglio comunale, rappresenta quindi l’ultimo procedimento che si frappone alla conclusione di questo iter di scioglimento.

“Sono ampliamente decorsi anche i 10 giorni di blocco voluti dall’amministrazione, in attesa di eventuali determinazioni ministeriali – si legge nell’atto - che non avrebbero peraltro in nessun caso, neppure nel più favorevole, mutato purtroppo la situazione definitiva di questa Fondazione”. Allo stato attuale il Tra è fuori di circa 3 milioni di euro (di cui 2 milioni derivanti dai mancati versamenti del Comune): “pertanto la Fondazione sarebbe comunque finita a terra anche senza la questione amianto”. Una consulenza legale, riportata sempre dal presidente, ha confermato la possibilità per l’attuale amministrazione del Tra di citare in giudizio il precedente CdA (quello che faceva capo alla presidente Mancuso) per responsabilità nella gestione della Fondazione, “del tutto inadeguata” oltre che di una “finanza svincolata dalle reali e verificate possibilità di spesa”. Per l’anno 2012 il vecchio CdA ha effettuato spese per 950 mila euro, senza avere in alcun modo verificato o indicato la presenza di fondi a disposizione e senza pertanto salvaguardare il patrimonio indisponibile della fondazione pari a 300 mila euro. A ciò si aggiunge la mancata tutela del personale dipendente per il quale non si è pensato a salvaguardare gli accantonamenti del Trattamento di fine Rapporto.

Una situazione critica, i cui due nodi cruciali da dissolvere nel “caso Teatro Regionale Alessandrino” sono : i lavoratori e la bonifica della struttura.
“Vorrei ricordare a tutti i soci (quelli uscenti e quelli ancora presenti) che questi signori (riferendosi ai dipendenti presenti in aula) sono loro dipendenti!”, ha inveito Nuccio Lodato. “Sono stati per anni rovesciati in altre scatole cinesi, con tipologie variegate di contratto, ma hanno competenze e professionalità straordinarie”. I 15 lavoratori del Tra sono gli unici ad aver già usufruito di un anno di cassa integrazione in deroga, con tutte le difficoltà economiche che ne conseguono, come spiega Roberto Scarpa, Rsu del Tra, che rappresenta un sentimento di “disperazione”: 299 euro di cassa integrazione del mese di dicembre che sono arrivati ad aprile”, racconta. E anche l’anno di “disperazione” sta per finire: il 30 giugno scade l’anno di ammortizzatori sociali e “per le aziende in cessazione di attività non sarà più possibile utilizzare 12 mesi di cassa, ma soltanto 6”. Quindi il rinnovo- fondi permettendo – potrà solo più essere di 6 mesi, anche perché “ad oggi il personale ha già usufruito di 290 giorni di cassa integrazione in deroga”. Insomma ad oggi ancora un salto nel buio per i 15 dipendenti del Teatro che attraverso le parole dei rappresentanti sindacali Cgil, Cisl e Uil chiedono “un impegno politico all’amministrazione sul futuro lavorativo”. E’ necessario avere un “progetto”, una prospettiva che venga comunicata prima dell’avvio della liquidazione, anche perché la maggiore paura è che dopo lo scioglimento della Fondazione “noi siamo tutti finiti”.

E questa sembra essere lo stesso stretto e insidioso sentiero che vorrebbe percorrere il sindaco Rita Rossa: “Io spero che la Fondazione Tra non chiuda i battenti prima di una verifica su quali siano le condizioni e le disponibilità per i lavoratori e per la loro tutela. Inoltre prima di procedere allo scioglimento spero si possano riallacciare i rapporti con la Regione, con cui mi ero confrontata già dal mese di luglio 2012”. Eh si perché il Comune in crisi di liquidità e nelle condizioni in cui si trova, “non può farsi carico di nulla”, ribadisce il sindaco sottolineando le difficoltà anche in futuro di poter pensare ad un ritorno di gestione comunale del Teatro e di conseguenza ad un “rientro” a Palazzo Rosso anche dei dipendenti (a livello di titolo giuridico non possono essere reinseriti come dipendenti comunali).

La crisi economica del Comune non può nemmeno far fronte alla somma di 100 mila euro, che a detta della direttrice Tripodi sarebbe la somma ad oggi necessaria per portare a termine la bonifica del Teatro comunale. “Siamo ormai a ¾ dell’opera”. E allora è il primo cittadino a lanciare l’appello: “Il mio appello, che metterò anche per iscritto, va alle Fondazioni bancarie del territorio, che aiutino a reperire questa somma per poter proseguire nella bonifica”. Bonifica che su richiesta allo Spresal è stata modificata e divisa in due interventi distinti: “prima la sala Ferrero e per ultima la più critica sala Grande – ha spiegato Anna Tripodi – Anche se non vi è possibilità di riconsegna di parte della struttura, quella già bonificata, ma il teatro tornerà aperto solo a bonifica completata in tutte le sue parti”.
La bonifica attende 100 mila euro, i lavoratori attendono un “progetto” lavorativo che tenga conto di loro, della loro condizione occupazionale e il CdA del Tra (Lodato annuncia di rimettere ogni incarico e responsabilità, “darò comunicato al sindaco”) attende la liquidazione della Fondazione, che doveva passare in Consiglio comunale il 6 maggio…ma potrebbe anche slittare, in attesa di risposte sia da Roma che dalla Regione Piemonte. "Anche per questa situazione si attende l'avvio del Tavolo interministeriale".
Giulia Boggian